Mandzukic e sofferenza: la Juve vince anche con la Fiorentina

Vista per voi

A vedere il suo profilo, come affilato e sgrezzato nella roccia, duro e combattivo come quello di molti slavi, si associa a Mandzukic l'idea della sofferenza che serve necessariamente per vincere, anche quando le forze non sono al massimo. Non è un caso quindi che il gol della vittoria bianconera sia firmato da lui: il combattente a cui Allegri non può mai rinunciare.

A cui non rinuncia neanche quando cambia molti altri titolari. Come da prassi, il turnover è ampio e coinvolge Benatia, Buffon, Alex Sandro e persino Pjanic, sostituito da Bentancur all'esordio da titolare in serie A. Pioli sceglie invece la continuità puntando ancora sugli uomini che hanno conquistato due vittorie nelle ultime due partite, con la sola eccezione di Laurini al posto di Gaspar. La fiducia ritrovata dalla viola grazie agli ultimi successi è dimostrata dal coraggio mostrato nel pressare la Juve a inizio azione. Un pressing ben coordinato che, seppur non frenetico, coinvolge anche i centrocampisti e non comporta scompensi difensivi nei casi in cui la Juve riesce a disimpegnare con profitto. Perché la Fiorentina è molto organizzata anche nella propria metà campo con le linee di difesa e centrocampo molto strette e una marcatura su Dybala, il deus ex machina bianconero delle ultime partite, intelligente. Il talento argentino è costretto ad allargarsi spesso sulla fascia, ma anche qui viene seguito e marcato a vista spesso da Badelj, qualche volta da Vertout. L'unico lampo è su calcio piazzato quando, dal limite dell'area di rigore, fa sibilare la palla radente al palo, con Sportiello immobile. E la risposta avversaria è affidata sempre a una punizione dal limite, di Vertout che però di perde alta. Di occasioni nella prima frazione non ce ne sono. I padroni di casa provano a schiacciare gli ospiti nella parte finale del primo tempo, ma senza creare reali pericoli con i cross dalle fasce che vengono ben contratti da Astori e compagni. Nella ripresa sale però di tono la prestazione soprattutto di Cuadrado: il colombiano si fa vedere molto di più e tenta con più insistenza il dribbling o il cross.
Proprio all'alba del secondo tempo un suo traversone sul secondo palo trova la deviazione in tuffo di testa di Mandzukic che anticipa il neo-entrato Gaspar e trafigge da pochi passi Sportiello. Ancora lo stesso Cuadrado imperversa sulla fascia servendo in mezzo un pallone invitante sul quale però nessuno dei due centravanti bianconeri riesce ad arrivare. Poco dopo, sembra poter arrivare una svolta nel match: l'arbitro assegna un rigore per fallo di Badelj; poi però, guardando l'azione con il supporto del VAR, cambia idea assegnando punizione dal limite, ma comminando il secondo giallo al centrocampista gigliato. Pioli ricorre alla panchina inserendo Sanchez per Thereau nel tentativo di riequilibrare gli uomini in mezzo. Il match sembra scendere su una china favorevole ai campioni d'Italia che cercano di chiudere i conti ancora sia con Mandzukic, sia con Cuadrado che però non superano l'attenta guardia di Sportiello. E approfittando del calo di forze bianconere, la Fiorentina ci crede e si porta nella metà campo avversaria. Gil Dias, entrato al posto di Benassi, imperversa sulla fascia, mentre Sturaro mette a nudo le sue difficoltà come terzino. Il finale porta qualche brivido alla porta di Szczesny che però non è mai seriamente impegnato e così la Juve prende i tre punti mantenendo la rete inviolata.
Un successo di misura, ma non meno prezioso degli altri perché ottenuto contro una squadra in crescita e in salute. Se si pensa a meno di un mese fa, al naufragio gigliato in quel di San Siro, il lavoro di Pioli sta piano piano facendo sfumare lo scetticismo che si portava dietro: la squadra mostra una buona personalità e delle qualità interessanti. Considerazioni diverse bisogna fare per la prestazione della Juve. Allegri ha sottolineato in maniera pragmatica l'importanza della vittoria e del non aver subito gol. La condizione non è ancora ottimale e fisicamente c'è chi soffre molto come Higuain, decisamente lontano dalla sua migliore forma. La grande forza di questa squadra è quella di avere risorse illimitate davanti: e per un Dybala che non gioca sui suoi ritmi, ecco un Cuadrado rifinitore e un Mandzukic bomber implacabile. Dall'altra parte si è però vista di nuovo una difesa veramente impermeabile: la Fiorentina non ha effettuato neanche un tiro in porta e Rugani ha dato prova di assoluta solidità non sbagliando praticamente neanche un intervento. Buone risposte sono arrivate anche dalle seconde linee: in particolare da Asamoah e Bentancur.
L'uruguaiano, autentica sorpresa dall'inizio, possiede la necessaria sfrontatezza per farsi dare palla e la visione di gioco per poter organizzare l'azione. In coppia con Pjanic o da solo, in futuro giuriamo che avrà sempre più spazio. E sabato ci sarà il derby: una partita ostica e da giocare al meglio.

Tabellino e pagelle

Juventus 1-0 Fiorentina: 53' Mandzukic
Juventus(4-2-3-1): Szczesny 6; Sturaro 5,5(92' Lichtsteiner s.v.), Barzagli 6,5, Rugani 6,5, Asamoah 6,5; Matuidi 6, Bentancur 6,5; Cuadrado 7(82' Bernardeschi s.v.), Dybala 5,5(75' Pjanic 5,5), Mandzukic 7; Higuain 5; Allegri 6,5
Fiorentina(4-2-3-1): Sportiello 6,5; Laurini 6,5(51' Gaspar 5,5), Pezzella 6, Astori 6,5, Biraghi 6; Vertout 5,5, Badelj 5; Benassi 5,5(62' Gil Dias 6,5), Thereau 5,5(69' Sanchez 6), Chiesa 5,5; Simeone 5,5; Pioli 6