La Juve non sbaglia contro il Crotone: ed è scudetto

Vista per voi

Sabato avevano vinto sia Roma che Napoli,e la Juventus poteva sentire il fiato sul collo delle rivali. O almeno percepire le loro speranze riposte nell'impresa del Crotone. Dopo la sconfitta di Roma il campionato non è ancora chiuso e per farlo con una sola giornata di anticipo(una cosa successa solamente il primo anno) bisogna vincere.

In campo vanno tutti i titolari, quindi, a eccezione di Chiellini, sostituito da Benatia, e di Khedira, non ancora al meglio, rilevato da Marchisio. Se i bianconeri hanno bisogno dei tre punti, a maggior ragione ne ha bisogno il Crotone che arriva a Torino forte di essere la squadra forse più in forma del momento e conscia di non poter sbagliare. Ma già dall'inizio di capisce come, quando le partite pesano sul serio, la Juve lascia solo le briciole agli avversari. Il pressing degli uomini di Allegri è furioso e mette in imbarazzo i calabresi che appena recuperata palla lanciano in avanti sperando di trovare uno tra Falcinelli e Tonev che riesca a tenere su la squadra. Pjanic è il protagonista del primo squillo della gara, ma a sbloccare la gara ci pensa Mandzukic. E con un gol da attaccante puro: cross di Cuadrado dalla destra e chiusura in anticipo su Rosi sul secondo palo. Il compito più difficile, quello di passare in vantaggio, è fatto; la Juve però giustamente non si accontenta e prova a raddoppiare immediatamente. La maggiore qualità tecnica si vede in ogni tocco di palla, soprattutto di Pjanic, Dybala e Dani Alves che, come al solito, non si mantiene stabilmente sulla fascia. Ferrari e Ceccherini devono intervenire spesso a togliere palloni indirizzati precisamente sulla testa o sui piedi degli attaccanti avversari. Non c'è storia né possibilità di replica quando, al 39', Dybala si guadagna una punizione e sistema con cura la palla sulla sua mattonella preferita. E il risultato è quasi scontato: pallone all'incrocio dei pali e Cordaz immobile, attonito. Partita chiusa? Per Allegri no, e infatti non manca di richiamare i suoi a ogni passaggio sbagliato; e neanche per Falcinelli che in pieno recupero attenta alla porta di Buffon con un tiro che, deviato, finisce a pochi centimetri dal palo. Il secondo tempo è invece più di controllo: il tris viene cercato ma senza particolare insistenza.
Il Crotone invece approfitta di qualche spazio lasciato per colpire e magari riaprire il match. Un po' di rilassamento nella parte centrale della frazione porta Nalini al tiro. Nicola prova a sparigliare le carte e inserisce il corazziere Simy a dare peso in avanti. E il giovanissimo attaccante mostra buone qualità fisiche che gli permettono di proteggere palla e tenere la squadra in avanti. Ma la festa Juve si sposta sugli spalti. E poi ritorna in campo, quando Alex Sandro a pochi minuti dal termine segna il gol del 3-0 con un potente colpo di testa sotto la traversa. La partita finisce sostanzialmente qua. Il resto è festa, musica, allegria per il sesto scudetto dei bianconeri che li proietta nella leggenda. Mai una squadra aveva conquistato 6 scudetti di fila, mai nessuno aveva imposto una tale egemonia a livello nazionale. Così netta, senza tema di smentita

Tabellino e pagelle

Juventus 3-0 Crotone: 12' Mandzukic, 39' Dybala, 83' Alex Sandro
Juventus(4-2-3-1): Buffon 6; Dani Alves 6,5, Bonucci 6,5, Benatia 6, Alex Sandro 7; Pjanic 7(84' Rincon s.v.), Marchisio 6,5(74' Lemina s.v.); Cuadrado 6,5(70' Barzagli 6), Dybala 7,5, Mandzukic 7; Higuain 6,5; Allegri 7
Crotone(4-4-2): Cordaz 6,5; Rosi 5(34' Samprisi 5,5), Ceccherini 5,5, Ferrari 5,5, Martella 5; Rhoden 5,5(77' Acosty s.v.), Crisetig 5, Barberis 5,5, Nalini 6; Tonev 6(57' Simy 6), Falcinelli 5,5; Nicola 6