Sotto l'albero di Natale

Sotto il classico albero di Natale si riuniscono ben otto pacchi da scartare quest'anno. Gli ultimi due verranno recapitari più tardi, a febbraio: c'è la supercoppa italiana a Doha venerdì tra Milan e Juventus; insomma babbo Natale non può tutto. Ma le capaci renne e la capiente sacca portano ben otto partite per salutare il 2016: ecco quali e cosa aspettarsi

Fiorentina-Napoli: il pacco più grosso è qua, proveniente da Firenze. L'anno scorso le sfide tra le due compagini furono tra le più spettacolari dell'anno. E anche ora ci sono i presupposti per continuare su questa linea. I due tecnici propongono un gioco offensivo e spettacolare. Sarri si può fregare gli occhi nel vedere la sua squadra nelle ultime settimane per fluidità di gioco e capacità di segnare.
E con Mertens così si può sognare! I viola dovranno invece infilarsi tra i rilassamenti partenopei(e senza Koulibaly in difesa mettere una pezza è più complicato) con la velocità di Bernardeschi, Tello e la potenza di Kalinic. E Ilicic deve riscattare un rigore fallito.
Roma-Chievo: è quasi una classica prenatalizia. Il calendario pone spesso a dicembre inoltrato questa sfida. Ma molte volte la Roma si è impantanata tra le nebbie veronesi, mentre stavolta può contare sull'effetto casa. Un effetto più che mai benefico perché i capitolini dovranno riscattare la sconfitta contro la Juve. L'ambiente ha accantonato i sogni di un Natale da capolista(condizione possibile solo con una vittoria a Torino), ma non vuole mollare. Salah gioca la sua ultima partita prima della partenza per la coppa d'Africa, Peres è stato recuperato, a centrocampo mancherà solo Paredes: per Spalletti arrivano dunque buone notizie e non sarà costretto a fare altri esperimenti.
Attenti però al Chievo di Maran che è esperto nello strappare punti sotto le feste non abbassando mai la guardia e punendo alla prima occasione utile. E un vecchio bucaniere del gol come Pellissier ha scaldato i motori nelle ultime domeniche...
Inter-Lazio: un anno dopo ancora Inter-Lazio. Circa un anno fa, nell'ultimo turno prima delle feste, l'Inter capolista perse in casa contro la Lazio. Pioli espugnò Milano grazie a Candreva e aprì la crisi dei nerazzurri di Mancini che fu irreversibile. Oggi i due sopracitati sono dall'altra parte della barricata e guidano la vendetta. Ce n'è abbastanza per confondersi. Ma diverse facce note danno sicurezza: Parolo, De Vrij e Immobile da una parte, Icardi, Joao Mario e Handanovic dall'altra sono una garanzia. Per i tifosi e per lo spettacolo. Pioli vuole continuare il filotto, come Inzaghi. A viso aperto: un pacco da aprire con cura, potenzialmente esplosivo.
Atalanta-Empoli: attenzione al pacco a sorpresa. L'Atalanta di Gasperini fino alla partita contro la Juve era la squadra del momento, poi ha perso qualche colpo. Inevitabile rilassamento pre-vacanziero? Forse, ma il tecnico della Dea non ne vuole assolutamente sentir parlare. Per cui ancora in campo tutti i giovani terribili che hanno portato in alto i nerazzurri, accompagnati dal Papu Gomez che sta vivendo un momento di grazia. Ma l'Empoli non starà a guardare. La squadra di Martusciello si è ripresa dopo la vittoria contro il Cagliari e si è portata alcuni punti sopra le altre squadre pericolanti. Mchelidze ha trovato la via del gol e punta ancora a scalzare Maccarone, Gilardino fiuta la chance per riprendere in mano il suo violino: nulla è scontato.
Torino-Genoa: una sfida tra le più deluse dalle partite più pirotecniche dell'ultimo turno. Il Torino, messo sotto dal Napoli in 20 minuti, ha timidamente alzato la testa nella ripresa con tre gol, ma inutili. Dopo 3 sconfitte consecutive, unicum stagionale, Mihajlovic vuole rialzarsi. Fuori Ljaijic e dentro Boye? Oppure il serbo sarà stato punto nel vivo dalle parole del suo mister e vuole riscattarsi? Il Genoa invece non ha dubbi: si affida al Cholito Giovanni Simeone che si dimostra attaccante vero. La clamorosa rimonta subita dal Palermo ha lasciato segni nel morale e negli uomini, primo fra tutti Perin che non sarà della partita causa squalifica. Ma occhio agli altri uomini chiave: da Rigoni a Rincon(forse alla sua ultima in rossoblu); un pacco caldissimo.
Cagliari-Sassuolo: per riprendersi, per sfuggire a una situazione che potrebbe farsi pesante. Il Sassuolo da tempo non bazzicava nella parte destra della classifica. Sembra strano vedere la squadra di Di Francesco così in basso nella graduatoria, ma e spiegazioni sono molteplici: dai tantissimi infortuni, all'impegno europeo che ha tolto energie fisiche e mentali. In più i neroverdi hanno sempre abituato a grandi gironi di ritorno. Ma bisogna ripartire ora. E il Sassuolo ha i mezzi per farlo con Ragusa e Ricci ai lati di Defrel e il centrocampo giovane con Sensi, Mazzitelli e Pellegrini. Come investire sul futuro rischiando un po' nel presente. Il Cagliari di futuro ne ha, soprattutto in alcuni ragazzi molto interessanti, ma deve ritrovare la forza di lottare. Le ultime sconfitte hanno lasciato l'amaro in bocca ai tifosi per l'inedia dei rossoblu. Nessuna reazine quando si va in svantaggio, ecco cosa viene rimproverato. Anche qua ci sono assenze pesanti, ma qualcuno sta recuperando, come Joao Pedro che, rigore sbagliato a parte, tecnicamente non ha niente da invidiare a molti in serie A.
Sampdoria-Udinese: pacco di regalo nostalgico, con tanti ex da entrambe le parti(con un netta prevalenza doriana). Muriel, Quagliarella e Fernandes guidano l'attacco blucerchiato e sono passati tutti dal Friuli. Del Neri a Genova ha vissuto una delle migliori stagioni della sua carriera(escluse quelle magiche con il Chievo). Ora al Marassi c'è questa sfida che serve a chiudere bene l'anno. Un rassicurante vantaggio di punti e di tecnica separa Samp e Udinese dalle ultime della classe, ma per non far scivolare troppo presto nel torpore i propri sostenitori non bisogna trascurare nessun impegno.
Palermo-Pescara: pacco regalo da brividi. Incrocio decisamente pericoloso e che può essere fatale per una delle due squadre. Il Palermo di Corini prova una nuova palingenesi dopo il successo incredibile contro il Genoa, trascinato da un ritrovato Diamanti, e dai gol dei suoi difensori. Il Pescara rischia di affondare prematuramente: la squadra di Oddo non ha mai vinto sul campo in campionato. Il bel gioco non basta; ma se manca anche quello, come successo contro il Bologna, siamo al capolinea.