La stagione che verrà: Juve ecco Douglas Costa, il brasiliano pragmatico

E anche la Juve batte il suo primo colpo ufficiale. Ed è un grande colpo. Dopo diverse settimane di incertezze e di trattativa che, almeno a sentire i beninformati media, è stata più volte ripresa e abbandonata dalla stessa società sbarca a Torino il brasiliano Douglas Costa, proveniente dal Bayern Monaco.
Nativo di Sapucaia do Sul, nella regione di Porto Alegre, Douglas Costa ha 26 anni(27 a settembre), ed è nel pieno della sua maturazione professionale, ma ha ancora margini di miglioramento. Ma se il Bayern Monaco lo ha lasciato andare senza troppe remore rimpiazzandolo con James Rodriguez non bisogna pensare che non sia adatto a determinati tipi di palcoscenici. Il suo è infatti un gioco che coniuga spettacolarità e pragmatismo, potenza e controllo. La prima esperienza europea con lo Shaktar Donestk, dove ha potuto giocare con diversi brasiliani, lo ha formato e introdotto al gioco europeo, in Germania invece è cresciuto tatticamente e mentalmente. Lì si è dovuto confrontare con tanti altri campioni e una concorrenza spietata: basti pensare all'abbondanza bavarese sugli esterni, da Ribery a Robben, da Coman a Bernat. Lì ha conosciuto due grandi allenatori, Guardiola e Ancelotti. Lì ha imparato a esprimere al meglio le proprie potenzialità senza troppi fronzoli. Perché a vederlo giocare, Douglas Costa dà una grande sensazione di potenza, ma mai di eccessiva vanità. Non indugia mai nel dribbling o nel ricamo roccocò fine a sé stesso: pratico e pragmatico sa perfettamente dove vuole arrivare, solitamente sul fondo per mettere un cross in mezzo, e ci riesce. Non ha bisogno di nascondere le carte all'avversario di turno, perché riesce a muovere palla e gambe con estrema velocità. Ha un ampia gamma di possibilità nel dribbling che è sempre molto ficcante.
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Non è uno di quegli esterni che riproducono sempre in serie la stessa finta, fino ad annoiare i propri tifosi e farsi conoscere dai propri marcatori: con il brasiliano l'avversario viene disorientato a furia di sterzate e controsterzate che lo mandano fuori giri. Solamente nel doppio confronto di Champions proprio contro la Juventus dello scorso anno, secondo le statistiche di Squwaka, ha compiuto ben 11 dribbling vincenti. Un altro punto di forza è certamente il cross. Come ricordano bene gli stessi tifosi bianconeri, sempre nell'ottavo di finale sopracitato, il bellissimo cross per l'1-2 di Lewandovski al ritorno all'Allianz Arena, è opera sua.


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Ha inoltre un bel tiro dalla distanza, ma il gol non è una specialità della casa: nell'ultimo anno ha segnato solo 7 gol in 3 apparizioni. Riassumendo Douglas Costa è una spina nel fianco costante per la retroguardia avversaria che deve sempre temere le sue sgroppate sulle fasce e i suoi servizi al centro. Le statistiche, sempre di Squwaka dimostrano come l'esterno, contrariamente a quanto forse in non pochi pensano, non ha grandi preferenza tra la fascia destra e quella sinistra. Il suo piede preferito è il mancino, che utilizza quasi esclusivamente a scapito del destro(con cui, nell'ultima stagione ha segnato solamente un gol in Bundesliga, ma le marcature, come detto, non sono tout court una specialità del suo bagaglio). Se si trova sulla destra tenderà quindi a rientrare verso il centro del campo, mentre sulla sinistra punterà a guadagnare il fondo. Ma la diversa disposizione tattica non gli fa perdere di efficacia.
Infatti la percentuale di passaggi decisivi non cambia di molto da una corsia all'altra. Nel caso alla Juve dovesse approdare anche Bernardeschi, questa è un'indicazione molto importante: il talento della Fiorentina invece preferisce giocare sulla destra per poter convergere al centro del campo per assist o tiri. E quindi è possibile un suo impiego dall'altra parte. Stesso discorso se l'accoppiata dovesse essere con Cuadrado, con il quale formerebbe un duo di esterni difficilmente prendibili, se in giornata. I terzini in Italia avranno un nuovo pericolo a cui badare: arriva dal Brasile; il suo nome è Douglas Costa.