Italia under 21, l'ora della verità

Tertium non datur: dentro o fuori, sconfitta o vittoria; che potrebbe anche non bastare. L'Italia under 21 arriva con questa infausta situazione di classifica all'ultima gara del suo girone europeo in virtù della sconfitta maturata mercoledì contro la Repubblica Ceca. Gli azzurrini si sono complicati la strada verso le semifinali con una partita giocata sotto tono e senza la giusta determinazione.

E ora i calcoli per passare sono machiavellici. Il regolamento del torneo ancora di più: passano solamente le prime e la miglior seconda dei 3 raggruppamenti. La vittoria è indispensabile ma, in caso di contemporanea vittoria proprio della Repubblica Ceca contro il fanalino di coda Danimarca, potrebbe non essere sufficiente. Bisognerebbe vincere con almeno 2 gol di scarto contro la Germania per essere in vantaggio contro i tedeschi e cechi nella differenza reti negli scontri diretti. Calcoli che presuppongono un punto fondamentale: la vittoria contro la Germania che è imprescindibile. Non sarà un'impresa facile perché i teutonici sono una squadra di grande qualità e con tante individualità, alla pari delle nostre. Gnabry, Selke, Dahoud e Meyer, solo per citarne alcuni, non hanno niente da invidiare ai loro pari età italiani(e anche spagnoli che, soprattutto in difesa, non sono così inarrivabili). La forza di questo gruppo, prima dell'Europeo, è stata più volte giustamente decantata. Poche volte tra gli azzurrini ci sono stati così tanti giocatori così ben inseriti nelle loro squadre dove molto spesso giocano anche titolari. Poche volte c'è stata una tale fioritura di talenti in tutti i reparti che ha fatto così ben sperare alla vigilia. E ora per loro è arrivato il primo vero esame importante della carriera calcistica: un vero e proprio bivio in cui dovranno dimostrare di avere capacità da grandi giocatori. Non solo tecniche, ma anche caratteriali. Da Donnarumma a Rugani, da Pellegrini a Bernardeschi tutti sembrano destinati a un radioso avvenire.

Nei loro club hanno già dimostrato stupendo per la loro precocità. Ma è adesso che tocca veramente a loro: dovranno realmente responsabilizzarsi e ognuno di loro dovrà fare la propria parte per l'obbiettivo comune. Nascondersi non è più un'opzione possibile. Il campione è quello che nei momenti più difficili tira fuori il meglio di sé e porta a casa il risultato. Dalla loro potranno avere il conforto della tradizione che vede l'Italia compiere vere e proprie imprese nel momento in cui si trova spalle al muro. In più, tra le nazionali maggiori, la rivalità è tanta, e molto spesso le partite si sono risolte in nostro favore. Sarebbe un vero peccato uscire al primo turno con questa nazionale.