Donnarumma: la scelta del no

Non ce l'aspettavamo. Dopo settimane di intricate vicende, Gigio Donnarumma ha deciso di non rinnovare il suo contratto in scadenza a Giugno 2018. Lo confessiamo, è stata un po' una sorpresa; forse siamo stati ingenui, ma avevamo creduto negli ultimi giorni che finalmente la trattativa si stesse risolvendo per il meglio, anche dopo l'enormità di inchiostro sprecato per la vicenda. E invece l'altro ieri l'incontro tra le parti ha definito una spaccatura insanabile fra il giocatore e il Milan. Più che un summit, a dire il vero, è stato un brevissimo intervento lapidario di Raiola. "Donnarumma ha deciso di non rinnovare il contratto. Grazie di tutto": sarà stato più o meno questo il senso della cosa. La stampa è impazzita (e a dire il vero già prima di ieri pomeriggio aveva ogni telecamera e ogni riflettore puntato su questa storia), il tifo rossonero, nemmeno troppo stupito, si è limitato a ripudiare l'ex pupillo, con una buona dose di ironia-social, marchio di fabbrica della nostra generazione. In effetti il punto è proprio questo: un mancato rinnovo non è poi notizia così assurda, ma sono i soldi rifiutati in rapporto all'età del ragazzo a scandalizzare, oltre che al fatto che Gigio stava per diventare il nuovo idolo di una curva, la Sud, che da anni non riesce più a identificarsi in nessun calciatore. Quando anche la trentennale gestione Berlusconi-Galliani aveva abbandonato il tifoso rossonero, sembrava che solo Gigio potesse salvare una squadra che i disfattisti davano per spacciata con la gestione. Le parti si sono ribaltate in poche settimane; sì perché i legittimi dubbi di Raiola riguardo società si devono essere frantumati in queste prime giornate di mercato nelle quali la nuova proprietà ha piazzato una serie di colpi importanti. Il rilancio è possibile, l'offerta di Fassone al portiere faraonica (4,5 a stagione o forse più) eppure, anche dopo il famoso bacio alla maglia e le parole al miele di Gigio dette pochi giorni fa ;ha detto di no. Ma chi è qualcuno? Su questo punto la piazza si divide: chi incolpa solo Raiola, chi la famiglia, chi la famiglia e Raiola. Il ragazzo sarebbe stato manipolato a detta di molti. Non ci troviamo d'accordo. Messo da parte il discorso "bandiera" che potrà essere tirato in ballo legittimamente in poche altre occasioni dopo lo scorso 28 maggio, dobbiamo rispettare la decisione di Donnarumma sebbene possa non piacere. A 18 anni si è giovani ma comunque adulti; il ragazzo avrà fatto le sue valutazioni (sicuramente coadiuvato da famiglia e agente, che hanno avuto un'influenza), e non sapendo nulla di quello che lo riguarda intimamente non possiamo giudicarlo. Soldi, maglia o considerazioni tecniche: non sta a noi speculare. Registriamo, piuttosto, un'indiscrezione non ufficiale: Raiola avrebbe rivelato a Fassone un rifiuto di Donnarumma alla Juve, di qualche mese fa. E intanto il manager starebbe trattando con il Real.


A cura di Gabriele Santese