Serie A, i migliori 5 centrocampisti

Dopo aver visto la difesa, arriviamo ai migliori centrocampisti della stagione: e se è vero che le partite si vincono a centrocampo, non è un caso che le squadre che hanno avuto in rosa questi giocatori sono arrivate nelle prime cinque posizioni.




5) Marek Hamsik: un vero capitano. Questo è stato Marek Hamsik in questa stagione. Centrocampista totale, in due anni di gestione Sarri ha trovato la sua posizione perfetta ed è diventato uno dei migliori interpreti al mondo nel suo ruolo. Il suo legame con Napoli, poi, è diventato sempre più stretto, sempre più forte. La fascia la porta già da anni, e anche in questa stagione ha mostrato le qualità morali e carismatiche che ne fanno un idolo per la sua gente. Chiude la stagione con numeri incredibili poi: 12 gol e ben 11 assist, con realizzazioni anche in partite pesanti come contro Inter, Lazio e Juventus.
Tanti gol frutto dell'atteggiamento sempre propositivo dei partenopei: Hamsik infatti parte sempre dal centro sinistra per potersi accentrare e concludere a rete oppure poter scambiare con i compagni sfruttando il loro movimento per inserirsi sempre con i tempi giusti. Vedere per credere i gol contro Juve e Chievo per fare due esempi.

4) Sergei Milinkovic Savic: il serbo è stato la vera sorpresa della Lazio. Inzaghi ne ha intuito subito il grande potenziale e da inizio stagione lo ha messo a suo agio. In una posizione ibrida tra le linee, a fare raccordo tra centrocampo e attacco, il giovane serbo ha potuto fare sfoggio delle sue qualità fisiche negli inserimenti, e delle qualità tecniche nel momento della rifinitura. Ha infatti fatto ben 9 assist e tante volte ha messo i suoi compagni nella miglior posizione per battere a rete. Inoltre ha anche segnato 4 gol(3 dei quali decisivi: contro Palermo, Sampdoria e Atalanta): un bottino che il prossimo anno potrà e dovrà crescere per fare un ulteriore salto in avanti. Ma quello che ha impressionato quest'anno è stata la sua crescita esponenziale anche come maturità tattica: Milinkovic si è spesso messo al servizio della squadra in un legame simbiotico.
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3) Miralem Pjanic: il faro del centrocampo juventino. Il bosniaco è stato un vero e proprio valore aggiunto per i bianconeri, confermandosi su altissimi livelli anche in questa annata. Metronomo insostituibile ha cambiato più volte ruolo nel corso dell'anno trovando alla fine stabilità come volante centrale davanti alla difesa. Arrivato dalla Roma per la gioia di Allegri che uno così lo voleva da tempo, ha alternato all'inizio delle prestazioni opache, ad altre buone come trequartista, mostrando un'ottima intesa con Dybala. Come mezz'ala nel 3-5-2 invece non si esprimeva al meglio, come gran parte della squadra, e così è stato il protagonista della svolta decisiva in casa Juve. Contro la Lazio infatti tutti in campo i più talentuosi: Mandzukic, Cuadrado, Dybala e Higuain in attacco con Pjanic in mediana insieme a Khedira. E l'equilibrio, quando c'è tanta qualità, e desiderio di arrivare in fondo all'obbiettivo prefissato, si trova.
Gli attaccanti rientrano(soprattutto uno straordinario Mandzukic), i centrocampisti si sdoppiano. E proprio lui, Miralem Pjanic, descritto da più parti come indolente, si cala alla perfezione nel suo nuovo ruolo, togliendo il posto anche a una bandiera come Marchisio. Intelligente nel cucire la manovra e bravo a leggere l'azione per stoppare anche le iniziative avversarie. Un talento che ha trovato anche la giusta continuità.

2) Franck Yannick Kessie: probabilmente il suo impiego da titolare nella prima giornata contro la Lazio aveva suscitato in più di qualcuno una certa dose di curiosità. Impressione dissipata in meno di 90 minuti nei quali il giovanissimo centrocampista era riuscito a realizzare una doppietta al suo esordio in serie A. Curiosità che ha lasciato il posto a impressioni ben più positive. Confortate da un inizio di stagione a ritmi elevatissimi con la rete anche a Sampdoria e Torino nelle due giornate successive. La sensazione che si è avuta subito è che stava sbocciando un campione. Classe '96, forte fisicamente e completo tecnicamente, Kessie è forse il talento più interessante e con il futuro più roseo che l'Atalanta ha messo in mostra in questa stagione. Gasperini lo ha indottrinato a dovere e lui ha assorbito tutti i precetti del suo mister dando alla squadra spesso quel quid in più per superare le difficoltà. Inoltre è stato estremamente duttile adattandosi in più ruoli: dal mediano davanti alla difesa, alla mezz'ala, al trequartista d'assalto, per arrivare anche, in situazioni sporadiche, a ricoprire il ruolo di tornante sulla fascia. Il suo dribbling non si discute, come i suoi polmoni: è veramente un trattore instancabile. Ci sono certo margini di crescita, soprattutto dal punto di vista della continuità. Ora andrà al Milan. Che ha fatto un colpo eccellente già a maggio.
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1) Radja Nainggolan: parte belga, parte indonesiano, tutto formidabile. La stagione di Radja Nainggolan è stata semplicemente strepitosa. Dopo la partenza di Pjanic, direzione Torino, si è caricato ancor di più sulle spalle i suoi compagni, dimostrandosi un vero leader. In campo sicuramente, fuori un po di meno(come attestano alcuni video girati all'uscita da qualche locale romano). Ma il rendimento non ne ha risentito minimamente. In particolare l'apporto di Nainggolan è stato evidente ogniqualvolta il pallone scottava e la partita era decisiva. Lui ha risolto la partita con il Milan all'andata, come una settimana prima aveva chiuso il derby. Lui ha deciso la trasferta a Milano contro l'Inter al ritorno(segnando due gol, uno più bello dell'altro), e ha anche sigillato la sfida contro la Juventus al ritorno. E a parte questo, tanto lavoro anche in fase difensiva a stoppare gli attacchi avversari. Più degli anni scorsi è stata impressionante la lucidità che ha avuto nel difendere e poi ripartire velocemente negli spazi per poter andare a concludere. La posizione che Spalletti gli ha trovato, inoltre, gli ha giovato enormemente. Sia come incursore centrale, alla Perrotta della prima esperienza in giallorosso del tecnico di Certaldo, sia anche come trequartista atipico con licenza di svariare sugli esterni nel modulo fluido dell'ultimo scorcio di stagione giallorosso.