Sonnolenza Milan? Ecco perché

Dall'inizio del mese di dicembre il Milan ha giocato 9 partite di cui 7 in campionato e 2 in coppa Italia. E c'è un dato che fa scattare un campanello d'allarme: in 7 di queste è passato in svantaggio.


Solamente in due casi i rossoneri sono riusciti a ribaltare completamente l'incontro(cioè contro il Crotone in casa e contro il Torino nella trasferta di coppa Italia), in altrettanti hanno raggiunto il pareggio(contro il Torino, questa volta in campionato, e contro la Juve in Supercoppa, vinta solamente ai calci di rigore)e hanno perso nei restanti(contro Roma e Napoli in campionato e Juventus in coppa Italia). Così tante ricorrenze dello stesso fenomeno non possono ovviamente essere una semplice coincidenza, come insegna la più banale delle scienze empiriche. Bisogna notare inoltre come tutti questi gol subiti vengano presi, a parte quello di Nainggolan contro la Roma, nella prima mezz'ora. Addirittura nelle ultime 3 partite Donnarumma ha dovuto raccogliere la sfera in fondo alla rete per ben 2 volte nei primi 30 minuti.
Cosa sta succedendo dunque alla squadra di Montella? Perché questa sonnolenza nei primi minuti come quella di uno scolaro che completa le operazioni di risveglio in prima ora durante il compito in classe? A parziale giustificazione può esserci il calendario che in questa fase non ha risparmiato match complicati e pieni d'insidie. Le squadre che ha incrociato ultimamente il Milan sono abituate a partenze sprint per intimidire gli avversari. La Juve per esempio prima di mercoledì sera aveva già per 6 volte costretto gli avversari a rincorrere un doppio svantaggio dopo 40' minuti al massimo, il Napoli è noto per voler avere il pallino del gioco anche e soprattutto in avvio e anche il Torino è una formazione abituata a partire forte per poi calare alla distanza. Però non può essere l'unica motivazione perché il diavolo molto spesso è passivo e ha bisogno di essere colpito per reagire. Non è un caso che questo periodo sia coinciso con il rapido declinare della stella di Niang. Il francese, pur con tutti i suoi limiti caratteriali era l'unico che per qualità fisiche e tecniche poteva appoggiare Bacca; o in alternativa offrire una solida sponda in uscita quando la squadra avversaria, e spesso è successo, pressa con grande intensità e ci vuole un giocatore che protegga palla per far salire e posizionare i compagni. E così molte volte il Milan si è trovato schiacciato nella propria metà campo per lunghe fase di gioco a inizio partita. Una situazione aggravata dallo stato di forma non ottimale di alcuni giocatori, come Suso. Proprio lo spagnolo tranne in rari frangenti non riesce a essere decisivo in avanti e dietro il suo posizionamento lascia a desiderare.
E poi è impossibile non sottolineare alcuni deficit d'attenzione individuale e collettiva nei primi minuti, come se il motore si dovesse ancora scaldare. Solo così si possono spiegare i gol presi a San Siro contro il Napoli e anche quelli presi contro il Torino in campionato dove nell'area di rigore rossonera i granata arrivavano primi su ogni ribattuta. Spesso questi problemi sono stati mascherati da una forza caratteriale notevole che non a caso emerge quando la partita è in salita. Gli avversari calano il ritmo, Kucka o Bertolacci possono portare palla più tranquillamente fra le linee e soprattutto in attacco c'è gente che può rendersi pericolosa in un fazzoletto di terreno(vedi Bacca mercoledì sera). Il Milan è in un'ottima posizione di classifica e finalmente con un progetto lungimirante e un allenatore dalle idee chiare. I giovani maturano anche dalle delusioni ma bisogna insegnare loro a entrare in campo da primo minuto, e non solamente dal secondo tempo.