La ventunesima giornata in cinque punti

Si delinea forse la classifica. Incerta, e ancora da seguire, però forse le tre squadre con maggiore qualità stanno accelerando il passo. E le altre faticano a reggerlo

  1. Allegri vara una nuova Juve: avevamo lasciato Massimiliano Allegri che entrava furioso negli spogliatoi del Franchi al termine di una partita storta per la sua squadra. Una settimana dopo il tecnico livornese a fine partita ha tutte le ragioni per ritrovare la sua verve ironica e il suo aplomb. Come un esperto giocatore di poker ha nascosto abilmente le carte fino all'ultimo e si è giocato i propri assi, calando un poker nel momento decisivo. Cuadrado, Dybala e Mandzukic dietro a Gonzalo Higuain. E tutti e quattro partecipano attivamente nei due gol che decidono il match contro la Lazio. Sponda di Mandzukic per Dybala nel primo, Cuadrado per Higuain nel secondo. La punta di un iceberg di una partita giocata finalmente da Juve. Se questo modulo sarà sostenibile o riproponibile in altre partite è un interessante quesito. In particolare in Champions si può trovare un punto di equilibrio con Marchisio in mezzo al campo e Pjanic al posto di uno dei trequartisti. Ma Allegri sembra aver trovato le carte giuste.
  2. La nuova maturità della Roma: la Roma nel 2017 in campionato ha realizzato solamente 3 gol, conquistando 9 punti. Autogol di Izzo contro il Genoa, destro al volo di Nainggolan contro l'Udinese e solito gol da bomber d'area di Dzeko contro il Cagliari. Da spettacolare e sprecona a cinica e concreta. Trasformazione che ha il marchio di Spalletti che ha dato fiducia ai singoli e alla squadra. Lo stesso Dzeko, Emerson, Fazio e Strootman sono giocatori difficili da togliere, lo stesso De Rossi domenica sera ha giocato una grande partita. E la Roma tiene il passo della Juve, ne fiuta le tracce, è pronta a colpire appena se ne presenterà l'occasione.
  3. Napoli, San Siro terra di conquista: il Napoli continua a marciare e supera anche la prova di San Siro, uno degli snodi della stagione. Dries Mertens per una sera sveste i panni del falso nove, per mettersi quelli del vero dieci. Due palloni fantastici prima per Insigne e poi per Callejon.
    Difesa rossonera in bambola di fronte ai movimenti rapidi e improvvisi del folletto belga. Che ha anche l'occasione per segnare in prima persona ma è poco freddo. Poi gli stessi partenopei si complicano la vita da soli consentendo a Kucka di ridurre le distanze. Però alla fine gli azzurri portano a casa i 3 punti, il terzo posto il solitaria, e la sensazione che devono ancora giocarsi tutte le loro carte.
  4. Ricambio generazionale: può l'Atalanta avviare un cambio generazionale già ora? Ebbene sì, perché con Gagliardini ormai approdato ad altri lidi(sempre nerazzurri), Caldara destinato nel prossimo futuro e altri giovani come Kessiè e Conti adocchiati da mezza Italia e non solo, la Dea deve fare di necessità virtù e continuare a pedalare come meglio sa fare. Ed ecco che in campo contro la Sampdoria Gasperini nella formazione titolare sceglie due ragazzi giovanissimi, del '99: Bastoni e Melegoni. Il primo difensore e il secondo centrocampista. I due non sfigurano, anzi.
    Gli orobici fermano l'attacco della Sampdoria(orfano, abbastanza inspiegabilmente dall'inizio di Muriel) e pungono in avanti con il solito Gomez su calcio di rigore. La zona Europa è ad un passo e non è mai stata così affascinante.
  5. Lotta retrocessione conclusa?: il gol vittoria, siglato nel secondo tempo di Empoli-Udinese, di Mchelidze porta i toscani a quota 21 punti. Le contemporanee sconfitte di Palermo e Pescara contro Inter e Sassuolo e il pareggio del Crotone a Genoa fanno volare gli uomini di Martusciello a più 11 su calabresi e siciliani e più dodici sugli abruzzesi. Praticamente nelle prossime 17 partite per salvarsi dovrebbero fare più punti di quanti ne hanno fatti fino ad ora(e l'Empoli dovrebbe perderle tutte). Si rischia di avere un campionato monco e che, per quasi tutte le squadre da metà classifica in giù si concluda a febbraio, ammesso che non sia già finito adesso. La lotta per la salvezza è stata svuotata di senso, e ora molte partite rischiano di scivolare nell'anonimato se non peggio. Urgono provvedimenti, primo tra tutti un campionato a 18 squadre. La situazione sta diventando insostenibile. E non da oggi.

Le partite

Chievo 0-3 Fiorentina
Bologna 2-0 Torino
Empoli 1-0 Udinese
Genoa 2-2 Crotone
Pescara 1-3 Sassuolo
Atalanta 1-0 Sampdoria
Roma 1-0 Cagliari