Roma e Inter, un pareggio a testa e tanta amarezza

Niente da fare per Inter e Roma, che non riescono ad andare oltre il pareggio alla seconda di campionato.
La squadra di De Boer, al debutto a San Siro, regala il primo tempo al Palermo di Ballardini, che domina per oltre un'ora, trovando il vantaggio con Rispoli al 48'.
Non basta la novità Banega e nemmeno una formazione ultra offensiva con Icardi davanti a Eder, Perisic e all'argentino per mettere in difficoltà gli avversarsi che meritano il vantaggio.
Poi l'allenatore chiama Candreva a sostituire Perisic al minuto 68 e la partita cambia totalmente inerzia. L'ex Lazio è in splendida forma e con la sua determinazione i nerazzurri schiacciano il Palermo a ridosso dell'area fino al pareggio di Icardi sul suo assist al 72esimo. Il lungo forcing finale si risolve in un nulla di fatto a causa delle numerose palle gol non sfruttate. Un punto di due gare (peraltro facili sulla carta), tre gol subiti e uno solo fatto sono campanelli d'allarme che danno l'idea della fatica che sta facendo l'Inter ad essere realmente competitiva. De Boer si lamenta "poteva finire 4-1". Tuttavia sono proprio le partite contro squadre inferiori che non finiscono come dovrebbero a compromettere la corsa allo scudetto, e De Boer deve imparare in fretta la lezione. In Italia conta il risultato e il cinismo.
Lezione che farebbe bene anche ai giallorossi che buttano via letteralmente una partita vinta.
A Cagliari la squadra di Spalletti ci mette appena 6 minuti a sbloccare: ancora rigore, ancora Perotti. E sono tre in due partite. la Roma gioca discretamente, tanto da far sembrare il Porto un ricordo lontano, ma col passare dei minuti il Cagliari viene fuori e si rende pericoloso. In avvio di secondo tempo entra uno Dzeko in gran forma, che serve subito l'assist per il raddoppio di Strootman. Poi la Roma inspiegabilmente crolla. La guida di capitan Florenzi (De Rossi "detronizzato" dopo la pazzia del preliminare) non serve ad evitare una rimonta che si fa inevitabile col passare dei minuti. Prima il solito Borriello al 56', poi all '88 Sau agguanta una Roma che pare in un altra dimensione. "Mancanza di personalità" dice Spalletti quasi sottovoce, e sembra che il colpo psicologico l'abbia subito anche e soprattutto lui. E continua "la sconfitta col Porto non deve essere la scusa per la partita di oggi", e siamo d'accordo, ma è difficile non collegare le due figuracce. 
C'è ancora tutto il campionato davanti e la Juve è ancora a due sole lunghezze, ora Roma (come l'Inter) deve ritrovare la serenità per proseguire nel migliore dei modi.

A cura di Gabriele Santese