Caso Boateng: quando l'ignoranza incontra il vicino di casa sul pianerottolo

Ignoranza: hai visto finalmente? Qualcuno che lo abbia detto!
Vicino di casa: cosa scusa?
I: ma come, non hai sentito? Alexandre Gauland, il vicepresidente di AfD, che ha parlato di quel giocatore della Germania.
V: ah no, no; non seguo tanto. E cosa avrebbe detto?
I: beh, che è un buon giocatore, ma nessuno lo vorrebbe come vicino di casa.
V: e lui come lo sa, ci abita vicino?
I: ma no! Ma si vede anche da lontano il perché.

V: ah già, capisco. Sai come fanno questi calciatori. Organizzano feste a casa loro, e sentono la musica a palla fino a tarda notte.
I: ma no! Molto peggio; per così poco...
V: allora forse non aiuta le signore del suo condominio a portare la spesa e forse neanche regge la porta a chi ha le mani impegnate.
I: signora mia, lei è ingenua; non lo faccio nemmeno io.
V: non paga il condominio?
I: no.
V: cucina talmente speziato che si sentono gli odori dovunque?
I: non credo.
V: sgrulla la tovaglia dalla finestra?
I: e chi non lo fa?
V: fuma in ascensore?
I: assolutamente no. Un atleta come lui.
V: e allora, scusa, ma cosa fa di così scandaloso?
I: ma è nero! Certo un buon giocatore, per carità, ma non si può vedere come vicino di casa.
V: beh per così poco, mi stavi facendo preoccupare. Passando alle cose serie, prima che mi dimentichi, prendi questo.
I: cos'è?
V: me l'ha data l'amministratore. Lo sfratto. Per le tue mancanze croniche nei pagamenti della luce e del gas. Ah e devi sbrigarti, stasera arriva il nuovo inquilino.
I: e chi è?
V: non so. Conosco solo il nome. Un certo Jerome Boateng. Forse non sarà bravo a giocare a pallone, ma ieri sera allo stadio sembrava che tutti lo volessero come vicino di casa.
striscione allo stadio: Jerome, sei il nostro vicino di casa